Introduzione

L’insulina è un ormone peptidico essenziale, prodotto dalle cellule β delle isole di Langerhans del pancreas. Gioca un ruolo cardine nella regolazione del metabolismo glucidico, lipidico e proteico, contribuendo all’omeostasi energetica dell’organismo. Le sue alterazioni funzionali sono alla base di condizioni metaboliche come diabete, insulino-resistenza e sindrome metabolica (1).

Struttura e sintesi
dell’insulina

L’insulina è formata da due catene polipeptidiche (catena A e B), unite da due ponti disolfuro intercatena e uno intracatena.
La biosintesi avviene come segue:

  • La preproinsulina è sintetizzata nel reticolo endoplasmatico rugoso;
  • Viene convertita in proinsulina, che si ripiega correttamente e forma i ponti disolfuro;
  • Nell’apparato del Golgi, la proinsulina viene clivata in insulina attiva e peptide C, entrambi rilasciati nel circolo sanguigno (2).

Il peptide C, seppur privo di attività ormonale, viene utilizzato in clinica come marcatore della secrezione endogena di insulina.

Stimoli per la
secrezione insulinica

Il principale stimolo è l’aumento della glicemia, ad esempio dopo un pasto. Tuttavia, anche:

  • Aminoacidi (es. leucina, arginina);
  • Acidi grassi liberi;
  • Incretine (GLP-1, GIP);

potenziano la secrezione insulinica (3). Il glucosio entra nelle β-cellule tramite GLUT2, viene metabolizzato e genera ATP, che chiude i canali K+ ATP-dipendenti, depolarizzando la membrana e causando l’ingresso di Ca2+, che stimola l’esocitosi dell’insulina (3).

Meccanismo
d’azione

L’insulina agisce tramite un recettore tirosin-chinasico presente su cellule bersaglio (muscolo, fegato, tessuto adiposo). L’attivazione del recettore porta alla fosforilazione di IRS (Insulin Receptor Substrates), attivando diverse vie (1):

  • PI3K-Akt: traslocazione di GLUT4, sintesi di glicogeno e proteine, inibizione della gluconeogenesi. Akt attiva mTOR promuovendo la sintesi proteica e inibisce FoxO1, riducendo l’espressione di PEPCK e G6Pase, enzimi chiave della gluconeogenesi epatica (1).
  • MAPK: coinvolta in mitogenesi, proliferazione e crescita cellulare.

Altri target della cascata insulinica:

  • GSK3β: la sua inibizione da parte di Akt promuove la sintesi del glicogeno;
  • AS160: coinvolto nella mobilizzazione di GLUT4 verso la membrana cellulare.

Effetti principali:

  • Favorisce l’uptake del glucosio nei muscoli e adipociti;
  • Stimola la glicogenosintesi epatica e muscolare;
  • Promuove la sintesi proteica e lipidica;
  • Inibisce gluconeogenesi e lipolisi (1).

A livello lipidico, l’insulina:

  • Stimola la lipoprotein lipasi (LPL) a livello capillare, facilitando l’ingresso degli acidi grassi nelle cellule adipose;
  • Inibisce la hormone-sensitive lipase (HSL) all’interno degli adipociti, bloccando la mobilizzazione dei trigliceridi (1).

Recenti evidenze indicano anche un ruolo dell’insulina a livello del sistema nervoso centrale, dove modula l’appetito tramite segnali ipotalamici e partecipa alla regolazione della plasticità sinaptica e della funzione cognitiva (2).

Interazione con
glucagone e
adrenalina

Il metabolismo energetico è regolato da un fine bilancio tra insulina, glucagone e adrenalina.

Glucagone

Ormone prodotto dalle cellule α pancreatiche, stimolato da ipoglicemia:

  • Glicogenolisi epatica (degradazione del glicogeno);
  • Gluconeogenesi (sintesi di glucosio da precursori);
  • Lipolisi adiposa (mobilizzazione degli acidi grassi) (5).

Antagonizza gli effetti ipoglicemizzanti dell’insulina e garantisce la disponibilità di glucosio durante digiuno o esercizio prolungato (5).

Adrenalina

Ormone surrenalico, attivo durante stress o esercizio:

  • Potenzia glicogenolisi epatica e muscolare;
  • Stimola secrezione di glucagone;
  • Inibisce secrezione di insulina (4).

Permette all’organismo di disporre di energia rapidamente disponibile in condizioni di emergenza (4).

Considerazioni
cliniche

Le alterazioni dell’asse insulina-recettore rappresentano il fulcro di numerose patologie endocrino-metaboliche. In particolare:

  • Nel diabete tipo 1, è presente un deficit assoluto di insulina per distruzione autoimmune delle cellule β;
  • Nel diabete tipo 2, prevale la resistenza insulinica a livello periferico, con iperinsulinemia compensatoria iniziale (1);
  • Nella PCOS, l’iperinsulinemia contribuisce all’eccesso androgenico ovarico e all’anovulazione cronica (5).

L’intervento nutrizionale, l’attività fisica e l’eventuale farmacoterapia sono strumenti fondamentali per migliorare la sensibilità insulinica e prevenire complicanze cardiovascolari e neurologiche.