Il diabete mellito è un disordine metabolico cronico caratterizzato da iperglicemia persistente, derivante da difetti nella secrezione o nell’azione dell’insulina, o da una combinazione di entrambi. Le alterazioni della regolazione glucidica compromettono anche il metabolismo lipidico e proteico, con conseguenze sistemiche rilevanti (1).
Classificazione
Diabete di tipo 1 (T1D)
Malattia autoimmune caratterizzata dalla distruzione delle cellule β pancreatiche da parte di linfociti T autoreattivi. L’esordio è tipicamente giovanile e l’insulina è necessaria sin dall’inizio (2). La progressione è graduale e prevede una fase preclinica con presenza di autoanticorpi (anti-GAD, anti-IA2, anti-insulina, anti-ZnT8) e normoglicemia. L’ADA ha introdotto uno staging del T1D che distingue fasi con positività anticorpale ma normoglicemia, da fasi sintomatiche con iperglicemia manifesta.
Diabete di tipo 2 (T2D)
Forma più frequente, caratterizzata da insulino-resistenza periferica e alterata secrezione insulinica compensatoria (3).
- Inizialmente i livelli di insulina sono elevati (iperinsulinemia), poi declinano per esaurimento β-cellulare.
- Fortemente associato a obesità, sedentarietà, infiammazione cronica di basso grado, disbiosi intestinale (4).
- La genetica contribuisce in modo significativo: varianti come TCF7L2, PPARG, FTO aumentano il rischio di sviluppare T2D (5).
Altre forme specifiche
- MODY (Maturity-Onset Diabetes of the Young): forme monogeniche autosomiche dominanti. I sottotipi principali includono:
- MODY 2 (gene GCK): lieve iperglicemia stabile.
- MODY 3 (gene HNF1A): responsivo a basse dosi di sulfaniluree (6).
- Diabete gestazionale: iperglicemia transitoria in gravidanza con rischio futuro di T2D.
- Diabete secondario: da farmaci (es. corticosteroidi), endocrinopatie (Cushing, acromegalia), malattie pancreatiche (pancreatiti, tumori) (7).
Meccanismi fisiopatologici
Insulino-resistenza
Condizione in cui le cellule (muscolo, fegato, tessuto adiposo) non rispondono adeguatamente all’insulina (3):
- Fegato: continua gluconeogenesi anche in presenza di insulina.
- Muscolo: ridotto uptake di glucosio post-prandiale.
- Adiposo: aumentata lipolisi con rilascio di FFA, che aggravano la resistenza insulinica (4).
Disfunzione β-cellulare
Lo stress metabolico cronico (gluco- e lipotossicità) induce apoptosi e dedifferenziamento delle cellule β (8):
- Ridotta secrezione insulinica.
- Perdita della risposta bifasica all’aumento glicemico.
- Il peptide C, co-secreto con l’insulina, è utile per valutare la secrezione endogena nei pazienti in terapia insulinica (9).
Infiammazione,
microbiota e
stress ossidativo
- Il tessuto adiposo viscerale produce citochine pro-infiammatorie (TNF-α, IL-6) che ostacolano la segnalazione insulinica (10).
- La disbiosi intestinale con endotossine (LPS) aumenta la permeabilità intestinale, attivando il sistema immunitario innato e peggiorando la resistenza insulinica (11).
- Lo stress ossidativo danneggia le β-cellule e le strutture vascolari.
Conseguenze metaboliche
- Iperglicemia cronica: glicosilazione proteica (AGE), danno endoteliale, disfunzione mitocondriale (12).
- Dislipidemia diabetica: ↑ trigliceridi, VLDL, ↓ HDL, LDL piccole e dense (13).
- Chetoacidosi diabetica (DKA): nel T1D, carenza insulinica assoluta → lipolisi massiva e produzione di corpi chetonici.
Complicanze
Acute
- DKA: acidosi metabolica, respiro di Kussmaul, nausea.
- HHS: iperosmolarità marcata, disidratazione, stato mentale alterato, senza chetosi (14).
Croniche
- Microvascolari: retinopatia (screening annuale), nefropatia (microalbuminuria, filtrato glomerulare), neuropatia (15).
- Macrovascolari: aterosclerosi precoce, cardiopatia ischemica, ictus (16).
- Neuropatia autonomica: disfunzione gastrointestinale, vescicale, sessuale, cardiovascolare.
Diagnosi
- Glicemia a digiuno ≥ 126 mg/dL.
- OGTT ≥ 200 mg/dL a 2 ore.
- HbA1c ≥ 6.5% (attenzione in gravidanza, anemia, emoglobinopatie).
- Glicemia random ≥ 200 mg/dL con sintomi classici (17).
Metodologie di analisi
Test di laboratorio
- Glicemia a digiuno, HbA1c, OGTT.
- Peptide C: utile per distinguere T1D da T2D.
- Autoanticorpi: GAD, IA2, insulina, ZnT8 (diagnosi T1D).
- Profilo lipidico completo, microalbuminuria, funzione renale.
Test funzionali
- Curva insulinemica: risposta insulinica a carico orale.
- HOMA-IR: indice di insulino-resistenza.
- QUICKI, ISI Matsuda: validati in ambito di ricerca.
Altri strumenti
- Genetica molecolare: MODY.
- Ecografia pancreas/addome: per escludere pancreatopatie.
- Fundus oculi, elettromiografia: screening delle complicanze.
Gestione nutrizionale
e terapeutica
- Dieta: ipocalorica, a basso carico glicemico, ricca in fibre.
- Attività fisica: migliora la sensibilità insulinica tramite GLUT4 (18).
- Terapia farmacologica:
- T2D: metformina, agonisti GLP-1, inibitori SGLT2, analoghi GIP/GLP-1, sulfaniluree, DPP-4i.
- T1D: insulina basal-bolus, sistemi a loop chiuso.
- Terapie innovative: immunomodulanti (T1D), trapianto di isole pancreatiche.
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