La celiachia è un’enteropatia autoimmune permanente, scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti. La proteina coinvolta è la gliadina, frazione alcol-solubile del glutine, presente in cereali come grano, orzo e segale. La digestione parziale della gliadina porta alla formazione di peptidi tossici, tra cui un frammento di 33 aminoacidi derivato dalla α-gliadina, che mostra elevata immunogenicità.

Patogenesi

La transglutaminasi tissutale di tipo 2 deamida la gliadina, aumentando l’affinità del peptide per le molecole HLA-DQ2 e DQ8 delle cellule presentanti l’antigene. Questo complesso stimola i linfociti T CD4+ nella lamina propria, che rilasciano citochine infiammatorie (IL-2, IL-6, TNF-α), inducendo danno tissutale: apoptosi enterocitaria, iperplasia delle cripte e atrofia dei villi intestinali.

Contestualmente, l’attivazione dei linfociti B induce la produzione di anticorpi anti-gliadina (AGA), anti-endomisio (EMA) e anti-transglutaminasi (tTGA), con l’innesco di una risposta autoimmune contro l’enzima stesso.

Genetica e Familiarità

Oltre il 95% dei celiaci è portatore dell’aplotipo HLA-DQ2, mentre una minoranza presenta HLA-DQ8. Tuttavia, la sola presenza genetica non è sufficiente per sviluppare la malattia. I familiari di primo grado presentano un rischio del 10-30%, che può aumentare nei fratelli con identica tipizzazione HLA.

Quadro Clinico

La presentazione clinica è estremamente variabile e dipende dall’età:

  • Prima infanzia (6-24 mesi): diarrea cronica, steatorrea, distensione addominale, inappetenza, vomito, arresto della crescita.
  • Infanzia-adolescenza: ritardo puberale, dolori addominali, anemia sideropenica.
  • Età adulta: sintomi extraintestinali (astenia, infertilità, osteoporosi, depressione, dermatite erpetiforme, afte orali, cefalea ricorrente, ansia, panico).

Le forme cliniche comprendono:

  • Classica: malassorbimento con sintomi gastrointestinali.
  • Atipica: prevalenza di sintomi extraintestinali.
  • Silente: alterazioni istologiche ma assenza di sintomi.
  • Latente: soggetti asintomatici con sierologia positiva ma mucosa intestinale normale.
  • Potenziale: sintomi variabili, anticorpi positivi e possibile evoluzione verso la forma conclamata.

Diagnosi

Esami sierologici (Step 1):

  • AGA IgA e IgG
  • EMA IgA (immunofluorescenza indiretta)
  • tTGA IgA (test ELISA)

Biopsia duodenale (Step 2):

Durante l’esofagogastroduodenoscopia (EGDS), si effettuano biopsie multiple a livello della seconda porzione duodenale e del bulbo. I campioni vengono valutati secondo la classificazione di Marsh-Oberhuber:

  • Marsh 0: mucosa normale
  • Marsh 1: aumento IEL (>25/100 enterociti)
  • Marsh 2: + iperplasia delle cripte
  • Marsh 3a-c: + atrofia parziale o totale dei villi

Tipizzazione HLA (Step 3):

Indica predisposizione genetica. La negatività per DQ2/DQ8 consente di escludere con alta probabilità la diagnosi.

⚠️ Tutti gli esami vanno eseguiti in dieta libera, ovvero con assunzione di glutine per almeno 6 settimane.

Diagnosi Differenziale

Devono essere escluse altre patologie con manifestazioni simili:

  • Malattie infiammatorie croniche intestinali (es. Crohn)
  • Infezioni (es. Giardia)
  • Neoplasie enteriche
  • Reazioni ai FANS
  • Deficit enzimatici

Terapia

La sola terapia efficace è una dieta rigorosamente priva di glutine per tutta la vita. L’eliminazione del glutine comporta:

  • Normalizzazione degli anticorpi
  • Ripristino della mucosa intestinale
  • Scomparsa della sintomatologia

Alimenti consentiti:

  • Cereali naturalmente privi di glutine: riso, mais, miglio, sorgo, teff
  • Alimenti dietoterapici a base di farine alternative (patate, castagne)

Rischi e attenzione
alla cross-contaminazione:

  • Avena e grano saraceno sono spesso contaminati
  • Farmaci, integratori, additivi (stabilizzanti, emulsionanti) possono contenere glutine nascosto

Non Responders e Complicanze

Circa il 5% dei celiaci non migliora con la dieta. Possibili cause:

  • Ingestione inconsapevole di glutine
  • Diagnosi errata
  • Malattie associate (es. SIBO, IBS)
  • Celiachia refrattaria
  • Linfoma intestinale a cellule T (EATL)

Educazione Alimentare

È fondamentale coinvolgere il paziente e i familiari in un percorso di educazione alimentare, con supporto di centri specializzati e associazioni (es. AIC). Questo consente una corretta alternanza tra alimenti naturalmente privi di glutine e prodotti dietoterapici per evitare squilibri nutrizionali.

I dietoterapici contengono spesso grassi vegetali aggiunti per compensare l’assenza della maglia glutinica, modificando il profilo nutrizionale.

Bibliografia

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